Don
Renzo risponde
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Evoluzionismo e fede: il Messia siamo noi?
Ill.mo Don Renzo,
avrei un dubbio che da alcuni anni mi stimola alla riflessione sulle origini
dell'uomo; argomento che ritengo essere di attualita' e strettamente legato al
rapporto tra fede e ragione. Nel Credo, la domenica alla SS. Messa, recitiamo:
"Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di
tutte le cose visibili e invisibili".
La scienza, quale espressione massima della razionalita' umana, nel suo credo,
sostiene che tutto, in origine, proviene da una immane esplosione (il Big-Bang),
e l'uomo si sarebbe casualmente "generato da solo" nella lotta del
piu' adatto,
partendo da alcune cellule di pesci protozoici nel corso di una lunghissima
evoluzione.
Su questo argomento, mi sembra che la scienza "non credente" e la scienza
"credente" siano abbastanza concordi nell'escludere un intervento diretto della
volonta' del Padre nella creazione, secondo un Suo disegno ed un Suo preciso
piano salvifico.
La scienza "non credente" considera l'uomo, creatore di se stesso e creatore di
Dio mediante la propria immaginazione, sollecitata da insicurezze e mistica
aspirazione all'immortalita' .
La scienza "credente" prospetta invece Dio sotto forma di una vaga e indefinita
fonte di energia da cui tutto proviene, sussiste e a cui tutto ritorna.
Dunque, come credenti, in cosa dobbiamo avere fede? Dobbiamo credere in Dio
quale potente generatore di luce e di energia, oppure in un Padre che e' Persona
Sacra, Santa e Regale, di cui noi siamo figli legittimi?
Possiamo parlare di santita' delle origini dell'uomo o soltanto di scimmie e di
pesci protozoici?
E pure ammesso che questa seconda ipotesi prevalga, che rapporto esisterebbe tra
anima e natura umana?
La ringrazio per le sue illuminatissime risposte e la saluto devotamente.
Giancarlo
DON RENZO RISPONDE
La questione
dell'evoluzionismo oggi e' molto discussa e tuttora rimane una teoria come
ipotesi scentifica e non una realta' scentificamente dimostrata. Per cui rimane
in un ambito di discussione e non di affermazione; la si puo' rifiutare
gratuitamente come gratuitamente la si puo' accettare.
Dal punto di vista scientifico non sussiste niente di sicuro.
Per quanto riguarda l'ambito della fede cattolica, occorre precisare alcune cose
fondamentali. Anzitutto se l'ipotesi di una esplosione iniziale viene sostenuta,
ci si chiede subito chi ha provocato questa esplosione? Oppure l'esplosione
presuppone l'esistenza di una realta' esplosiva e allora subito la domanda:
questa realta' primordiale come fa ad esistere e come e' venuta all'esistenza?
Come si vede la teoria del big ben non arriva all'ultimo stadio del problema
della creazione, perche' presuppone un qualcosa di pre esistente senza origini e
senza motivazioni. Ma cio' e' una asserzione irrazionale e priva di credibilita' .
In seconda istanza, se si ammette ipoteticamente l'esplosione iniziale da cui
gradualmente sorgono gli esseri esistenti e tra questi infine anche l'uomo,
soggetto razionale e spirituale, per il credente e' necessario ammettere tra gli
enti irrazionali e l'uomo un intervento superiore di Dio, perche' si tratta di un
salto metafisicamente ineguagliabile a qualsiasi movimento evoluzionistico,
perche' si passa dalla materia ad una realta' immateriale che e' l'anima umana.
Questo salto non e' possibile giustificarlo con la teoria dell'evoluzionismo.
Infine ci si chiede se l'evoluzionismo e' un moto costante e sempre in sviluppo,
perche' oggi non avviene piu' questo fenomeno, cioe' il passaggio dagli animali
sensitivi alla persona umana razionale? Ovvero oggi non si assiste a questo
fatto che la scimmia divenga uomo. Se l'evoluzione e' avvenuta nel passato
dovrebbe attuarsi anche nel presente, perche' costituisce una legge
inarrestabile.
Gent.mo Reverendo
Prof. Renzo, la ringrazio per la sua autorevolissima e confortante risposta.
Pensavo di essere rimasto il solo a non accogliere tali teorie che (come libera
opinione personale) avverto essere fuorvianti nel cammino della fede, il quale
cammino, penso debba sempre essere solidamente ancorato alle verita' rivelate, se
deve condurre alla Verita' ultima.
Tuttavia, riguardo questo argomento mi e' rimasto ancora il seguente dubbio: qual
e' il ruolo di Dio nella creazione?
L'affermazione in Mt 10,30: "Perfino i capelli del vostro capo sono tutti
contati", e' una iperbole da accogliere come una espressione colorita, o davvero
nel creato nulla sfugge a Dio, al punto che neppure il numero dei nostri capelli
e' casuale?
Giancarlo
DON RENZO RISPONDE
Per capire il ruolo
di Dio nella creazione occorre precisare il concetto di creazione, cosa si
intende per l'atto creatore. Creare in senso preciso significa la produzione di
una entita' dal non essere all'essere, cioe' porre in esistenza le cose dal nulla.
Questo passaggio dalla non esistenza all'esistenza e' un atto che puo' essere
compiuto solo dalla onnipotenza di Dio. Il libro della Genesi infatti usa un
vocabolo (berit) che sottolinea questo aspetto di una radicale e totale
produzione da cio' che prima in assoluto non esisteva. Tale azione si differisce
da ogni altra azione di intervento su cio' che gia' esiste, come l'atto di un
artista che plasma la creta o la materia gia' esistente. Il salto metafisico dal
nulla all'essere rivela l'azione pienamente idonea solo all'essere divino, colui
che esiste per se stesso e non puo' non esistere. Tutte le realta' create invece
esistono perche' hanno cominciato ad essere e percio' non sono necessariamente
esistenti. In filosofia si dice che esse sono enti contingenti perche' possono
essere e non essere, mentre Dio e' l'essere in assoluto.
Chiarito questo
concetto dell'atto creatore si puo' capire il ruolo indispensabile di Dio, che
non puo' essere sostituito da nessun altro soggetto. Occorre anche chiarire che
Dio non solo pone in essere le cose, ma le sostiene costantemente
nell'esistenza, in modo che se l'azione di Dio venisse meno, tutto il creato
precipiterebbe di nuovo nel nulla. Da qui' l'espressione evangelica in cui si
afferma che anche i capelli del nostro capo sono contati da Dio nel senso che
essi sono conservati propriamente dal sostegno divino. Inoltre Dio conosce
perfettamente tutte le cose che ha creato e nulla sfugge alla sua onniscenza.
Sotto tale aspetto ogni ente creato, anche il piu' piccolo e insignificante,
rientra nella visione universale e particolare che possiede il Creatore.
Tuttavia si deve anche ribadire che Dio svolge questo grande compito verso le
sue creature servendosi anche delle cause cosiddette "seconde". Cio' comporta che
egli per svolgere il compito di donare e conservare l'essere usa anche di altri
soggetti creati che si pongono al suo servizio e per mezzo dei quali Egli porta
avanti l'esistenza e la vita nell'universo. Per esempio si serve dell'atto sponsalle tra uomo e donna per trasmettere la vita ad altri uomini;
cosi' si
serve del moto degli astri per segnare il percorso del tempo e cosi' via. Per
questa ragione l'atto creatore appartiene esclusivamente a Dio, mentre l'atto
conservatore abbraccia anche la compartecipazione di soggetti creati per
svolgere ogniuno la propria funzione. Da qui' nascono l'ordine e l'armonia del
creato.