Don
Renzo risponde
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Dio che sa tutto può creare una persona sapendo da principio che si dannerà?
Dio che sa tutto, può creare una persona sapendo da principio che si dannerà?
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DON RENZO RISPONDE
Per chiarire questa
questione occorre tener presenti alcuni principi di base: Dio crea il bene e
solo il bene, come dice Gen. 1. Il male non può essere causato da Dio sommo
bene. Creare l’uomo a immagine e somiglianza di Dio è il massimo dei beni, è il
capolavoro dell’universo. Avendo creato a sua immagine, significa che Dio lo ha
reso libero quale persona responsabile e cosciente. Questo è il punto delicato.
La libertà è la facoltà più nobile dell’uomo, quella di saper scegliere il bene
e il male per essere inserito corresponsabilmente nell’atto creatore di Dio.
L’uomo è stato chiamato da Dio stesso a collaborare al suo disegno di amore.
Così ha voluto secondo la sua infinita sapienza.
Da ciò segue che essendo una creatura libera, l’uomo può accettare o rifiutare
l’amore sovrano di Dio. In effetti l’amore per essere autentico, deve poggiarsi
unicamente sulla libertà. Nessuno può costringere ad amare una persona. Se uno
fosse costretto ad amare, quell’atto non sarebbe più un atto d’amore ma di
costrizione, di predominio, di oppressione. E la persona umana verrebbe meno al
suo essere personale. Perciò Dio chiama tutte le creature umane ad essere sue
cooperatrici, in quanto sono chiamate a dare a lui una risposta libera e
pienamente autonoma. Di fatto l’uomo non ha corrisposto all’amore di Dio; ha
peccato e rifiutato l’unione con Dio. Per questa ragione tutti sono chiamati
alla unione con Dio, ma non predestinati, perché pochi sono gli eletti, cioè
coloro che corrispondono all’amore divino, come afferma Gesù stesso. Per cui la
creazione dell’uomo abbraccia anche la possibilità del rifiuto, perché
corrisponde alla sua soggettività libera e perciò viene inserito nel prospetto
dell’onniscienza divina. Se Dio avesse creato l’uomo costringendolo ad essere a
lui sottoposto, avrebbe creato non una persona ma una macchina priva di anima
intellettuale e perciò incapace di amare. Da qui la bellezza e insieme la
drammaticità dell’atto creatore di Dio. Sant’Agostino dice che è migliore la
creazione di un essere libero di aderire all’amore ma con la possibilità di
peccare, piuttosto che la creazione di esseri obbligati a servirlo senza amore.
Ciò corrisponde alla divina sapienza e dunque alla sua onniscienza.