| Re: Gli angeli possono essere figli di Dio? 2 feb, 2016 | Don Renzo
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Caro Norberto, alla tua domanda occorre fare alcune chiarificazioni, che pensavo tu già conoscessi. Leggi con calma e medita con attenzione e apertura di cuore:
1. A livello della creazione, cioè dal punto di vista naturale. gli angeli sono creature di Dio come noi uomini e in senso generale si possono chiamare figli di Dio in quanto creati da Dio. Tuttavia va notata una differenza ontologica, in quanto gli angeli sono esseri puramente spirituali cioè senza corpo, mentre l'essere umano è composto di anima e di corpo. Nel credo infatti si dice che Dio ha creato gli esseri invisibili e quelli visibili, cioè gli angeli e gli uomini. Da questo punto di vista dunque gli angeli sono superiori agli uomini perché più vicini a Dio essendo di natura totalmente spirituale, sebbene creati e non esseri divini.Tuttavia dell'uomo si dice nella Genesi che è stato creato ad immagine e similitudine di Dio, con il soffio vitale che il Creatore gli ha infuso dopo aver preso del fango. L'uomo perciò è un soggetto cioè una persona con cui Dio entra in comunione interpersonale e si attua tra i due soggetti, divino e umano, un vero rapporto di reciproca comunicazione, che la Scrittura chiama alleanza o contratto tra due soggetti che intendono entrare in relazione come due amici o come padre e figlio o addirittura come sposo con la sposa. Sono tutte espressioni che nell'AT servono a far capire l'intima unione tra Dio e l'uomo. Gli angeli invece sono stati creati, secondo la interpretazione di alcuni Padri della chiesa, ad ministerium et laudem Deo, cioè al servizio e alla lode di Dio. Essi sono esseri personali totalmente dediti alla sottomissione al loro Signore e alla continua sua glorificazione. La loro perfezione e felicità sta tutta nell'obbedire a Dio ed eseguire la sua santa volontà a favore degli uomini. Non cercano altro, sono pienamente coinvolti da questa missione altissima e beatificante. Con loro Dio ha un atteggiamento di governo e di signoria, non di rapporto amichevole interpersonale. Da qui si capisce la differenza di relazione degli angeli e degli uomini con Dio.
2. A livello poi della economia di salvezza, cioè nell'ordine soprannaturale, si attua una ulteriore e profonda comunione tra Dio e l'uomo. Infatti dopo il peccato originale, Dio non ha abbandonato l'uomo al suo destino miserevole di condanna, come ha fatto con gli angeli ribelli, ma nella sua infinita misericordia è andato incontro alla loro salvezza lungo il cammino storico del popolo di Israele e infine con l'incarnazione del Figlio suo in modo da stabilire una intima sostanziale comunione tra l'essere divino del Verbo e la natura umana fatta di carne: Il Verbo si è fatto carne, pienamente, in tutto e per tutto,eccetto il peccato. Ciò è avvenuto per riscattare l'uomo dalla schiavitù del peccato e della morte, della legge e del maligno. In tal modo ha trasformato l'essere umano da schiavo in figlio suo, nella libertà dell'amore che unisce fortemente la creatura umana al suo Dio diventato suo Padre, in partecipazione alla filiazione divina di Gesù. Ma il Verbo non si è “angelicato”, non è diventato angelo, perché gli angeli ribelli hanno fatto una decisa e perenne ribellione al loro Signore e sono rimasti per sempre imprigionati nel loro orgoglio e nell'odio verso Dio e tutti gli altri esseri. Per loro non esiste remissione del peccato, non perché Dio non voglia perdonarli ma perché essi stessi si sono intestarditi nella loro opposizione a Dio volendosi mettere al suo posto. Mentre gli angeli buoni sono rimasti decisamente e volontariamente fedeli per sempre al loro Signore e non hanno bisogno di redenzione né che il Verbo si faccia angelo per salvarli, sono già stabiliti in grazia per tutta l'eternità.
3. A questo punto si capisce quanto ho detto a Radio Maria, non io, ma la Scrittura stessa, nella lettera agli Ebrei, citando il salmo 23: "A quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato? E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio? E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio. Mentre degli angeli dice: Egli fa i suoi angeli pari ai venti, e i suoi ministri come fiamma di fuoco" (Eb 1, 5-7). Come vedi la Scrittura è molto chiara. Ne segue questo paradossale evento: noi possiamo divenire figli adottivi di Dio nostro Padre potendolo chiamare Abbà, come Gesù, mentre gli angeli restano i servi o ministri umili e fedeli al divino volere del loro Signore, che essi amano e glorificano con tutto il loro essere e la loro felicità.
Saluti e auguri
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